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Bisogna presupporre che la Bibbia sia vera per dimostrarne la veridicità?

La domanda di oggi cerca di comprendere meglio la posizione apologetica del Dr. Frank Turek. Un interlocutore gli chiede: “Tra i cristiani si discute spesso su quale approccio apologetico sia migliore: quello classico, di tipo evidenzialista, oppure quello presupposizionalista. Lei sembra preferire il primo. Perché?”

Il Dr. Turek, con tono simpatico, risponde citando il suo mentore Norman Geisler, che definisce il “Michael Jordan dell’Apologetica Classica”. Spiega poi che l’approccio evidenzialista ha più senso, perché quello presupposizionalista si basa, a suo avviso, su un ragionamento circolare: “Per dimostrare che la Bibbia è vera, bisogna presupporre che sia vera. Come può avere senso?”, domanda.

Tuttavia, riconosce che esistono presupposti comuni a tutti, come le leggi della logica. Nel suo libro Stealing from God, il Dr. Turek sostiene che chi nega l’esistenza di Dio finisce per “rubare da Dio”, usando concetti come logica e ragione, che non esisterebbero senza una mente ordinatrice.

Evidenzialismo e Presupposizionalismo sono due facce della stessa medaglia?

L’interlocutore concorda, aggiungendo che i due approcci sono forse due facce della stessa medaglia: l’evidenzialismo parte da una posizione neutrale, mentre il presupposizionalismo riflette Romani 1, dove l’Apostolo Paolo afferma che l’uomo sopprime la verità nella propria iniquità. Quindi, anche davanti alle prove, l’uomo naturale le rifiuterà, a causa della sua natura peccatrice. Perciò, per comprendere realmente concetti come la logica, si dovrebbe partire dalla Bibbia.

Il Dr. Turek risponde sottolineando un punto cruciale: “Se fosse necessaria la Bibbia per essere salvati, allora gli stessi autori biblici, che non avevano tutta la rivelazione completa, non si sarebbero potuti salvare.” Fa l’esempio di Paolo in Atti 17, che parlando agli ateniesi, inizia il suo discorso partendo da Dio, non dalla Bibbia: “Vedo che avete un altare al Dio sconosciuto. Ora vi dirò chi è.”

Conclusione

Infine, il Dr. Turek conclude che anche Gesù adottava un approccio evidenzialista. Quando un discepolo di Giovanni Battista gli chiede: “Sei tu il Messia o dobbiamo aspettarne un altro?”, Gesù non risponde semplicemente: “Abbiate fede!”, ma indica i segni: “I ciechi vedono, i sordi odono, i morti risuscitano” — un chiaro riferimento alla profezia in Isaia 35:5-6.

In sintesi, il Dr. Frank Turek sostiene l’apologetica classica perché, a suo parere, il presupposizionalismo parte da un circolo vizioso. Le prove, invece, possono parlare anche a chi non parte già da una fede nella Bibbia.

Per altri video su domande difficili o temi di Apologetica Cristiana, visita: it.crossexamined.org.

Crediti Video:

Picture of Frank Turek

Frank Turek

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