Quello che consiglio spesso di chiedere ai nostri amici che affrontano discussioni sul Cristianesimo e l’Esistenza di Dio, è questa domanda: Se il Cristianesimo fosse vero, diventeresti un Cristiano? Questo perché ai fini della conversazione è importante capire la posizione del nostro amico. Se è aperto, allora darà una risposta affermativa… altrimenti sarà una risposta negativa perché in fin dei conti, l’Ateo, o l’incredulo o chi per lui, non è alla ricerca della verità, ma della felicità.
Non è possibile che si possano cercare entrambe?
Un’ottima domanda, davvero!
E in un certo senso sì, perché Gesù disse: Conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi.
Cosa implica questo? Implica che se non si conosce la verità, si è in schiavitù.
Perché?
Perché ognuno di noi, in un modo o nell’altro adora qualcosa. Che sia la propria autonomia, o che sia qualcos’altro del creato. Il Cristianesimo non è conveniente perché in un mondo decaduto come il nostro, ci chiama a rinunciare a determinate passioni che abbiamo, al sacrificio mettendo al primo posto Dio più che noi stessi.
Ma se guardiamo a delle statistiche, coloro che credono veramente in Dio e lo seguono sono più soddisfatti, più felici. Non si tratta di una panacea. In effetti è stato Peter Kreeft ad esprimersi in questo modo: “Questo mondo è un luogo di villeggiatura terribile, ma è una grande palestra”. Messa in altre parole significa, “qui stiamo crescendo e a volte questo richiede dolore.”
Quindi sì, è possibile cercare sia la verità che la felicità, ma questo inevitabilmente richiede sacrificio e ci causerà del dolore. Seguire Gesù non è facile, Egli stesso ci ha promesso che “nel mondo avrete tribolazioni”… ma allo stesso tempo ci ha detto “ma fatevi coraggio perché io ho vinto il mondo”!