A CrossExamined spesso ci arrivano domande che riguardano questioni morali, come: Omosessualità, Aborto, Divorzio… o altro.
E anche se ci chiedono “Cosa ne pensi?”, il punto di partenza è uno solo: non è importante cosa ne pensiamo noi, perché non si può sapere se una cosa è giusta o sbagliata se non si conosce lo scopo della vita.
Potremmo prendere come esempio uno sport: qual è il fine di una partita di rugby? Ovviamente è quello di segnare più punti dell’altra squadra. Ma se non esistesse uno scopo nel rugby? Ci sarebbe un modo di distinguere se un touchdown è meglio di un intercetto?
La risposta è un grosso: NO!
Non esiste un modo di distinguere se un touchdown è meglio di un intercetto se non c’è uno scopo alla partita.
Lo Scopo della Vita è lo stesso per tutti?
La stessa cosa si applica alla vita. Se non c’è un fine alla vita, non c’è modo giusto o sbagliato di viverla. L’opinione di ognuno su una questione morale non ha alcuna valenza. È solo un’opinione.
Nonostante molti atei o scettici agnostici, dicono che ci sono modi giusti e modi sbagliati di vivere, indipendentemente da ciò che pensiamo di loro o loro pensano di noi.
Il fatto è che non ci sono né modi giusti e né modi sbagliati di vivere se Dio non esiste.
Non ci sono modi giusti o sbagliati di vivere a meno che non ci sia uno scopo alla vita.
Proprio come non ci sono giocate giuste o sbagliate in una partita di rugby se non c’è uno scopo alla partita. Vale tutto e non vale niente. Possibile?
Certo, si può vivere secondo un proprio scopo! Ma sarebbe relativo e non può applicarsi alla vita degli altri. Non si può giocare la partita della vita in solitario.
C’è un arbitro coinvolto nella vita di tutti. E da questo arbitro dipende la partita di ognuno.