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Siate voi i Cristiani che non hanno mai incontrato!

Spesso nel condividere il Vangelo con i nostri amici ci ritroviamo spiazzati perché ci troviamo davanti persone ferite dalla Chiesa, per quello che sono o le scelte che fanno.

Ed è sicuramente un dolore emotivo di cui molte volte, come cristiani, siamo responsabili.

Alcuni, che prima erano cristiani, si lamentano dicendo che “non vedono il frutto dello Spirito Santo nei credenti”. E probabilmente è così.

Come dovremmo rispondere in certi casi? Il Dr.Turek ha qualche considerazione in merito.

La situazione è spiacevole, perché molti sedicenti Cristiani non hanno fatto altro che illudere o prendere in giro tante persone. Gesù disse una cosa: Non tutti quelli che lo chiamano “Signore, Signore!” sono veramente dei cristiani. Affermano di esserlo, ma non mostrano il frutto dello Spirito Santo. Infatti Gesù mette in guardia da coloro che si definiscono cristiani, ma in realtà non lo sono. Esorta spesso a considerare il “frutto” delle opere di costoro.

Ci sono cristiani che mostrano il frutto dello Spirito Santo, basta guardare alla storia. Il Cristianesimo ha rivoluzionato quella che prima era una società barbara in una società civilizzata. Non lo notiamo perché viviamo tutti i giorni in questa realtà. Ma il Cristianesimo ha influenzato il modo in cui viviamo più di quanto pensiamo. Quindi in realtà c’è molto del frutto dello Spirito che nel tempo è stato dimostrato. Magari non nella vita di tutti i nostri amici, ma questo significa che forse saremmo noi a doverlo mostrare loro.

Sempre solo colpa dei Cristiani?

Questo principio vale per ogni aspetto della nostra vita. Non possiamo smettere di avere fiducia nelle persone perché ci fanno del male, altrimenti non potremmo vivere in nessun tipo di ambiente.

Chiunque può ferirci, che sia a lavoro, a scuola, in famiglia, negli ospedali, nei supermercati, negli hobby. Questo non significa che non dovremmo più uscire di casa o “credere” nel genere umano.

Anzi, riconosciamo quelli che possono darci un buon frutto e rimaniamo con loro, anche se ci possono deludere. Stesso principio si applica con il Cristianesimo.

In conclusione, un’analogia che ci può aiutare a comprendere tutto questo, è una domanda diretta: Se qualcuno non sa suonare bene Beethoven, può mai essere colpa di Beethoven?
Lo stesso vale per i Cristiani. Se i Cristiani non sanno imitare Cristo, o dimostrare il frutto dello Spirito Santo… di chi è la colpa? Sicuramente non è colpa di Dio.

Come Cristiani allora, siamo chiamati ad impegnarci di più! Come scettici… magari dovremmo dare una chance in più a “Beethoven”?

Crediti Video:

Picture of Frank Turek

Frank Turek

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