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I primi cristiani hanno tratto guadagno dalla loro fede?  

I primi cristiani hanno tratto guadagno dalla loro fede?  

Spesso a CrossExamined ci troviamo a ragionare sull’origine del Cristianesimo e come hanno vissuto i primi cristiani. La domanda di oggi esamina in modo particolare questo aspetto, che cerca di mettere in dubbio le intenzioni dei primi cristiani.  

L’intenzione dei Primi Cristiani: rovesciare il mondo! 

L’interlocutore inizia con questa premessa: dato il contesto della religione romana dell’epoca, che per molti risultava ambigua o ingiusta, l’aldilà era considerato una zona grigia, a meno che non si fosse ricevuto il favore degli dèi. In questo scenario, sarebbe stato facile per i cristiani, che promettevano un paradiso e una vita eterna con Dio, attirare le persone a lasciare la fede “buia” che praticavano per credere in un Dio che offriva una vita eterna meravigliosa. 

Questa ipotesi è certamente plausibile. Ma il punto principale, è che i primi cristiani erano ebrei seguaci di Yahvè, avevano già il loro Dio e affermare che un uomo lo fosse, era blasfemia per loro. Perché avrebbero dovuto inventarsi che Gesù era Dio ed era risorto dai morti, sopportando la persecuzione e il martirio per questo? Cosa ci avrebbero guadagnato? 

La risposta per l’interlocutore sembra essere abbastanza ovvia: “Per sfidare i romani, e ha funzionato!” 

I Primi Cristiani volevano davvero rovesciare il governo dei romani? 

Ma la risposta non è totalmente appropriata. Infatti, l’Impero Romano è stato “conquistato” dal cristianesimo solo 280 anni dopo la morte e risurrezione di Gesù. I primi cristiani non hanno vissuto per vedere questo evento. 

E ricordiamoci che tra gli ebrei c’erano dei gruppi (o denominazioni) del giudaismo con vedute e scopi diversi, tra questi ricordiamo: i farisei, i sadducei, gli esseni e gli zeloti; che avrebbero voluto rovesciare il governo dei romani. Alcuni scrittori del nuovo testamento erano zeloti. L’Apostolo Paolo stesso era un fariseo, ma non faceva parte del gruppo “rovesciamo i romani”. Probabilmente avrebbero desiderato che il governo romano fosse rovesciato. Tuttavia, non tentarono di farlo fisicamente. Alcuni ebrei ci provarono tra il 66 d.c. e il 70 d.c., ma non ci riuscirono, Gerusalemme fu distrutta per questo motivo.  
Questo è un dettaglio interessante perché suggerisce che gli scritti del Nuovo Testamento fossero stati redatti prima della distruzione del Tempio, il che supporta l’idea che la narrazione cristiana fosse già consolidata prima di quegli eventi. A seguito della rivolta infatti, il tempio di Gerusalemme fu distrutto, cosa che nessuno scrittore del Nuovo Testamento menziona. Se leggiamo nel Vangelo di Giovanni ci sono ancora riferimenti al tempio durante la guarigione del paralitico a Betesda. 

Conclusione 

In conclusione, non sembra che i primi cristiani abbiano guadagnato soldi, fama, potere con il nuovo movimento dopo la risurrezione di Gesù. Anzi… se hanno “guadagnato” qualcosa, è stata solo la persecuzione e la morte per i primi 280 anni (almeno). Questi dettagli ci aiutano ad apprezzare di più l’originalità del cristianesimo e degli scritti del Nuovo Testamento. 

Se desideri approfondire questo aspetto e molto altro, visita il nostro sito it.crossexamined.org

Crediti Video:

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Frank Turek

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